DIRITTO ALLA SALUTE, DIRITTO CALPESTATO
Cinema Garden, Domenica 11 dicembre 2011 - ore 10,30
DIRITTO ALLA SALUTE, DIRITTO CALPESTATO
Difendiamo la sanità pubblica
Esperienze a confronto
Domenica 11 dicembre ore 10.30 - Cinema Garden - GUARDIAGRELE
Introducono:
Nicola Tinari – Capogruppo PRC prov. Chieti
Eliana Menna – Capogruppo I.d.V. prov. Chieti
Camillo D’Amico – Capogruppo PD prov. Chieti
Giovanni Mariotti – Capogruppo SEL prov. Chieti
Interventi di:
Alessandro Sammartino e Franco Di Nucci
Comitato “articolo 32” - Agnone (Is)
Alessandro Compagno e Piero Ammanniti
Comitato “salviamo l’ospedale” – Anagni (Fr)
Luciano Monticelli - Sindaco di Pineto
Pierluigi Mattucci e Giuseppe Forcella - Atri
Vincenzo Cesareo
Direttore Dipartimento Ospedaliero – Osp. Riuniti Tirreno Casentino – Cetraro (Cs)
Francesca Pelliccia – Sindaco di Subiaco (Roma)
Claudia Di Pasquali – Presidente consiglio comunale di Subiaco (Roma)
Conclusioni di:
Gianna Di Crescenzo, Carla Altorio, Simone Dal Pozzo, Angelo Orlando, Gianluca Primavera
Gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” - Guardiagrele
La cittadinanza è invitata a partecipare
GUARDIESI, VENITE AL CONSIGLIO COMUNALE!
Purtroppo la quasi totalità delle sedute del Consiglio Comunale, l’unico momento in cui i cittadini hanno la possibilità di rendersi conto dello reale svolgimento dell’attività consiliare e di come viene esercitato ed applicato il mandato elettivo da parte dei singoli consiglieri, registrano sempre una platea vuota.
Eppure il guardiese, se decidesse di assistervi, si renderebbe conto di molte cose. E se pure non si volesse prestare attenzione alla forma, ma alla sostanza, rimarrebbe ugualmente deluso. Infatti, all’orario prestabilito per la seduta, ovviamente deciso dalla maggioranza, di solito è presente e già seduta ai banchi soltanto l’opposizione. Il centrodestra arriva con calma, alla spicciolata, e se tutto va bene si inizia con la solita mezz’ora di ritardo. Ma la noia regna sovrana nei banchi di fronte a noi: si sbadiglia, si gioca con il cellulare, si guarda la partita sul computer, si esce in gruppo a fumare.
E si innervosiscono se noi approfittiamo dell’unico luogo deputato e rimastoci per adempiere al nostro dovere di amministratori: informarci, chiedere chiarimenti, suggerire migliorie, anche criticare o contestare, perché no?
In realtà anche gli assessori, il sindaco e il presidente del consiglio sembrano essere disturbati dalle nostre domande, dai nostri ragionamenti. Quando rispondono ai nostri quesiti, e non sempre lo fanno, usano un tono alterato, unatteggiamento di superiorità o di strafottenza. Insomma, loro sono al comando, hanno i cosiddetti numeri, e noi siamo solo un elemento di fastidio. Meglio non va quando ci offriamo di collaborare. Gli emendamenti, anche se sono migliorativi dei dispositivi da loro presentati, vengono accolti con diffidenza, e i consigli su come evitare future rogne, declinati con indifferenza.
Le rare volte che si ode la voce del primo cittadino, è per sbraitare contro l’opposizione, sempre rivolgendoci qualche accusa.
L’ultima volta ci ha urlato contro per l’immobilismo del governo Monti!
E se il microcosmo è sempre rappresentazione del macrocosmo, una sala consigliare di un comune non è altro che la riproduzione, in piccolo, di ciò che avviene anche alla Camera e al Senato.
Sarà dura ridare “sacralità” e dignità alle istituzioni dopo un ventennio di berlusconismo e di imperio della Lega che rifiuta persino il tricolore e l’inno nazionale.
Ultimo appunto: ripetutamente abbiamo fatto presente in sede di Consiglio, ed anche per iscritto, della mancanza di manifesti che avvisassero i cittadini dello svolgimento dell’Assemblea. Le risposte da parte della maggioranza sono sempre state evasive e di sufficienza, e qualche volta ci si è giustificati dicendo che era per evitare la «spettacolarizzazione».
Ma è diritto dei cittadini essere informati riguardo le decisioni che vengono prese a nome e per conto loro e che riguardano il loro futuro.
A tal proposito parlano chiaro l’art. 8 comma 7 dello Statuto Comunale («Il Consiglio comunale conforma l’azione complessiva dell’ente ai prinicipi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare imparzialità e corretta gestione amministrativa») e l’art. 31 comma 8 del Regolamento del Consiglio Comunale («Il Presidente, in occasione di ciascuna riunione del Consiglio, assicura forme supplementari di pubblicità e diffusione al fine di favorire il più possibile la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa»).
Invece, aldilà di qualche manifesto affisso nel centro storico e poco fuori, la maggior parte del territorio rimane all’oscuro delle convocazioni, ma se si tratta dell’installazione di un nuovo contenitore dei rifiuti o di un nastro da tagliare alla presenza di autorità, allora, guardiesi, stare sicuri che sarete abbbondantemente informati!
La bozza al Quirinale contiene una pericolosa aggiunta sul caso Abruzzo
Ancora una volta arriviamo in anticipo scovando una pericolosa aggiunta nella manovra che nella prima bozza non c'era.
L’ESIGENZA DI FARE CASSA, COSTI QUEL CHE COSTI...
Dubbi sull'uso di autovelox e telelaser.
L'assessore alla viabilità, Donatello Di Prinzio, e quello al Bilancio, Pierluigi Dell'Arciprete, si nascondono dietro le dichiarazioni del comandante della polizia municipale Lorenzo Di Pompo il quale, prevedendo che giungeranno al Municipio di Guardiagrele le stesse proteste e la montagna di ricorsi che hanno già colpito i comuni della Marrucina proprio per l'uso di autovelox e telelaser, tenta di smentire la reale intenzione dell'amministrazione Salvi: fare cassa!
Consiglio Comunale del 29 marzo 2011
COMUNE DI GUARDIAGRELE (Provincia di Chieti)
Confusione all'Ospedale
Il giorno del giudizio
Domani 1° dicembre, il giorno della verità
Domani 1 dicembre sarà il giorno della verità, nel quale la politica cederà il passo alla giustizia.
Il Programma Operativo firmato da Chiodi e Baraldi, dunque, passa ancora una volta al vaglio del TAR de L'Aquila.
Dopo il rigetto delle richieste di sospensiva sollevate nei mesi scorsi, il ricorso presentato dal gruppo consiliare di opposizione al comune di Guardiagrele diventa la leva che potrebbe scardinare o, comunque, compromettere gravemente un disegno politico scritto tra Roma e L'Abruzzo.
Al Tribunale amministrativo regionale è rimessa la decisione che potrebbe segnare la svolta nella sanità abruzzese.
Se la sospensiva sarà accolta, vuol dire che ci sarà ancora una speranza per la sanità pubblica in Abruzzo; se sarà rigettata, vorrà dire che interi territori, già depredati di tutto (della scuola e dei trasporti, ad esempio) resteranno privi anche della tutela del diritto alla salute che ancora gli era riconosciuto.
Tecnicamente la situazione di Guardiagrele è diversa da quella di Casoli, Gissi, Pescina e Tagliacozzo. A differenza delle strutture di questi comuni, che erano già disattivate al momento della presentazione dei ricorsi, l'ospedale di Guardiagrele è ancora operativo.
Qualche giorno fa c'è stata la conferma che si attende l'esito di questo giudizio prima di emettere atti formali che diano attuazione alla delibera n. 45 del commissario Chiodi, come ha confermato la direzione sanitaria della ASL di Chieti.
Ecco perchè in questo caso il TAR non potrà dire che il danno si è consumato ed è questo il motivo per il quale tutti guardano con attenzione e trepidazione a questa decisione.
La responsabilità che grava sulle spalle del collegio aquilano è una responsabilità seria dalla quale dipendono le sorti di interi territori, di non meno di 40000 cittadini residenti nell'area che fa riferimento al "SS. Immacolata" di Guardiagrele.
Questo poteva essere il momento della condivisione e della difesa corale di un diritto da parte di una intera città, ma c'è stata una parte, quella che sostiene l'amministrazione comunale e lo stesso Chiodi, che ha preferito tergiversare, ritardare, trattare segretamente, protestare all'apparenza e condividere nella sostanza una logica che noi abbiamo sempre e convintamente rigettato.
Siamo stati i primi in Abruzzo a parlare della necessità di impugnare il Programma Operativo. Lo facemmo pubblicamente in piazza lo scorso 22 agosto, a poco più di una settimana dalla disattivazione dei primi ospedali.
Abbiamo lanciato per primi una diffida che in pochi, per la verità, hanno condiviso.
Siamo scesi in piazza tre volte negli ultimi due mesi per condividere con i cittadini tutti i nostri passi.
La scorsa settimana abbiamo incontrato il Prefetto di Chieti al quale abbiamo illustrato la gravità e la serietà della situazione.
Abbiamo raccolto nelle strade e nelle piazze la preoccupazione di tanta gente che teme per il suo futuro e che ha riposto nella nostra iniziativa giudiziaria le proprie speranze che sono soprattutto quelle dei nuovi poveri, quelli che non hanno famiglia, che non hanno assistenza, che vedono compromessa la possibilità di avere il sostegno necessario nel momento del bisogno.
Ci siamo fatti carico, nel silenzio della politica locale, di un vuoto e di un silenzio che non hanno pari. Abbiamo assunto sulle nostre spalle una iniziativa che, se non fosse stata presa, oggi ci vedrebbe di fronte a decisioni definitive.
Se non avessimo dato inizio a questa azione giudiziaria la Direzione Generale avrebbe già messo nero su bianco le sue determinazioni. E lo avrebbe fatto senza nessuna difficoltà perchè nessuna difficoltà ha avuto, ad esempio, a dire che il piano operativo non produce risparmio.
Oggi sentiamo il peso di questa enorme responsabilità, ma abbiamo la serenità di avere fatto molto di più di quello che a noi si poteva chiedere.
Chi amministra Guardiagrele ha preferito percorrere altre strade, ha denunciato e denuncia la mancata consultazione dei sindaci e, poi, ha trattato con Chiodi e Baraldi per avere poco più di niente; ha difeso e difende una sanità del territorio che nulla garantisce ai cittadini.
Ad una sola delle cose che ha detto l'amministrazione noi crediamo: quando dice che un PTA non basta.
È vero! Non le basta, non basta a Salvi un PTA perchè si vogliono anche una RSA, un centro Alzheimer, un ospedale di Comunità e questo mentre sono gravemente compromessi, già da oggi, anche i servizi della diagnostica.
Due medici lasceranno la Rediologia entro un mese e già da tempo è sospeso un progetto sperimentale per la ricerca del tumore al seno. Cosa ha fatto l'amministrazione?
E dove sono i capipopolo che hanno carpito la buona fede e i timori della gente per farsi campagna elettorale?
Li avete più sentiti Tavani, Micucci, Di Stefano, Febbo, Montepara...Cosa hanno da dichiarare su questa pagina nera della sanità pubblica scritta dai personaggi che hanno contribuito ad eleggere?
E i cittadini guardiesi che hanno dato fiducia a chi aveva promesso che l'ospedale non sarebbe mai stato chiuso hanno finalmente capito che questa farsa è finita?
Il nostro ricorso, come dicemmo in agosto, non guarda, però, solo a Guardiagrele perché è certo che se il TAR darà uno stop questo sarà per tutti; significherà che vi è ancora chi ha il coraggio di stabilire che un sistema sanitario non può essere il frutto di una trattativa fatta tra pochi tecnici su un tavolo romano; significherà che c'è ancora spazio per rivedere scelte illegittime e immotivate che dalla sera al mattino hanno smantellato un sistema di sanità pubblica che aveva già subito pesanti tagli e che aveva superato anche il vaglio della compatibilità economica perchè frutto di un severo piano di rientro; significherà che l'intera regione, grazie all'iniziativa di cinque consiglieri di opposizione di un comune di 10000 abitanti, avrà ancora una speranza da coltivare.
Simone Dal Pozzo
Interrogazioni e Richieste convocazioni commissioni
del mese di novembre 2010
Cliccando sui file sotto indicati, è possibile scaricare le relative interrogazioni e richieste convocazioni commissioni del mese di novembre.
La richiesta della convocazione della "commissione ospedale" fu fatta il 09/11, ma la successiva comunicazione della riunione fu fatta tardivamente, in pratica alle ore 12 dello stesso giorno, e questo è stato uno dei motivi dell'abbandono della seduta consigliare del 23 novembre u.s.
Ospedale: il TAR de L'Aquila rinvia
Chiediamo le dimissioni del Sindaco Salvi
La discussione del ricorso contro la disattivazione dell'ospedale di Guardiagrele promosso dal gruppo consiliare di centrosinistra "Guardiagrele il bene in comune" è stata rinviata al prossimo 1 dicembre a causa di un problema formale relativo alle notifiche e ai termini che sono stati prolungati dal nuovo codice. Due elementi emergono dalla lettura degli atti depositati dalla ASL di Chieti in sede di costituzione in giudizio, elementi che ci convincono ancor di più del fatto che la nostra città non merita la guida di un Sindaco silente e complice. La ASL sostiene la carenza di legittimazione dei ricorrenti a causa della loro qualifica di privati cittadini. Sin dal ricorso introduttivo si era messo in evidenza, invece, che in questo caso è applicabile l'articolo 9 del Testo Unico sugli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000) secondo il quale ai cittadini spettano le stesse azioni che sono riconosciute ai comuni (se il comune non agisce, in sostanza, possono farlo i cittadini).
La ASL, però, ha adombrato il sospetto che il comune di Guardiagrele abbia fatto acquiescenza (cioè, abbia sostanzialmente rinunciato ad impugnare) con la conseguenza che anche i ricorrenti avrebbero perso il diritto ad impugnare l'atto.
Dalle carte del processo, inoltre, risulta un documento datato 30 settembre 2010 con il quale il sub commissario Baraldi, nel relazionare al Ministero del Tesoro e al Ministero della Salute circa l'attuazione del programma di dismissione dei piccoli ospedali, parla della costituzione di un "Gruppo di lavoro tra Azienda, Regione e Medici di Medicina Generale, già associati nel Distretto di Guardiagrele, che propongono un progetto pilota di "ospedale di comunità" che, in caso di risultati positivi, sarà replicato nei PTA della provincia". Ci troviamo di fronte ad elementi che, insieme con quelli pubblicamente presentati domenica in piazza, disegnano un quadro di gravissime responsabilità tecniche e politiche.
Da settimane assistiamo ad un atteggiamento silente e connivente del sindaco Salvi che, sebbene invitato a porre in essere ogni atto necessario per opporsi al Programma Operativo, tratta baratta l'ospedale "SS. Immacolata" con un poliambulatorio gestito dai medici di famiglia in grado di soddisfare solo codici bianchi e verdi e non dice nulla circa i ripetuti solleciti relativi all'azione giudiziaria che tarda ad arrivare, se mai arriverà, visto che ad oggi il ricorso del comune non risulta ancora depositato.
Tutto questo ci induce a chiedere che il sindaco Sandro Salvi, messo di fronte alle sue gravi responsabilità, reo di avere svenduto l'ospedale in cambio di qualcosa che non sarà in grado di tutelare la salute dei cittadini, colpevole per non aver dato una sola risposta alle domande che il nostro gruppo a nome della città ha posto, rassegni le sue dimissioni e consegni Guardiagrele a chi ha saputo dimostrare in questi mesi di avere a cuore le sorti della sanità pubblica.
Sandro Salvi aveva promesso che, come medico, avrebbe risolto il problema e invece si è visto costretto a chinare il capo di fronte ad un Direttore Generale che, a sua volta, non fa che avallare acriticamente le decisioni illegittime del commissario Chiodi e del sub commisaario Baraldi. Gli abbiamo chiesto e offerto collaborazione per ricorrere contro il piano operativo e ci ha letteralmente ignorati. Abbiamo portato in consiglio un documento che boccia il piano e lui - con la sua maggioranza - lo ha votato solo grazie alla tardiva resipiscenza del bi-assessore Di Prinzio (che, dopo aver issato negli scorsi anni il vessillo del tandem Tavani-Micucci, ha chiesto di votare e ha fatto votare il nostro ordine del giorno). Gli abbiamo chiesto se è a conoscenza della proposta dei medici di famiglia e non ha risposto; per settimane, dopo avere opportunisticamente rimproverato la Baraldi, ha affermato di non essere contrario alla riconversione; ha ripetutamente messo alla berlina gli operatori del nostro ospedale tacciando la struttura di inefficienza; ha propagandato per acquisiti servizi sanitari alternativi (la grande RSA pubblica) senza che di essi ci sia traccia scritta. Se, poi, fosse vero che ha fatto acquiescenza al Piano Operativo, la colpa sarebbe ancor più grave perchè, oltre ad avere rinunciato a combattere questa battaglia e ad essere venuto meno al mandato del Consiglio, avrebbe vanificato anche gli sforzi del gruppo di opposizione che, nel silenzio di tutti, ha fatto ciò che lui avrebbe dovuto fare. E, infine, di fronte alla evidente contraddizione tra le affermazioni di Zavattaro (che nega vi siano atti relativi ai progetti dei MMG) e della BAraldi (che, invece, parla di un tavolo di lavoro tra regione, asl e mmg proprio per Guardiagrele), Salvi cosa dice? Ne è a conoscenza? Ha fatto qualcosa per contrastare quello che vogliono spacciare per ospedale ma che dell'ospedale non è neanche un surrogato? Di fronte a questa totale inadeguatezza non vi è alcuna possibilità di appello; c'è solo la strada delle dimissioni che finalmente consentirebbero a Guardiagrele di avere una guida più serena e più decisa su un capitolo tutto nuovo - quello più nero - della sanità pubblica locale. L'improvvisazione politica e tecnica con la quale la questione delal sanità pubblica è gestita in Abruzzo è davvero sconcertante.
Facciamo appello ai responsabili di questa macelleria sociale perchè lascino il campo a persone competenti e che hanno a cuore il bene comune. E facciamo appello ai cittadini perchè ci sostengano in questa battaglia di civilità e di legalità.
___________
Si allegano copia della Relazione Baraldi del 30.9.2010 (cfr. ultimo cpv dell'ultima pagina) e nota di Zavattaro del 10.11.2010: chi ha ragione?
E gli articoli de Il Centro e del Messaggero di oggi 18 novembre.
«Giunta incapace di decidere sul nuovo Prg»
da "Il Centro" di domenica 7 novembre 2010
GUARDIAGRELE. «Nella gestione del piano regolatore generale l'amministrazione di centrodestra ha sublimato l'attività di questi primi sette mesi di mandato, mesi segnati dalla incapacità di decidere e perfino di prendere una qualsiasi posizione». Angelo Orlando attacca la giunta di Sandro Salvi sulla variante al Prg all'indomani della pubblicazione e l'apertura della fase delle osservazioni. «Cominciamo col dire», spiega l'ex senatore oggi consigliere comunale del centrosinistra all'opposizione, «che il loro indecisionismo li ha portati a pubblicare i documenti con sei mesi di ritardo. Dalla pubblicazione sono rimasti stranamente esclusi i Piani di recupero urbano di Comino e Caporosso», fa notare ancora l'esponente di Rifondazione comunista, «un particolare che non sappiamo spiegarci, anche se ricordiamo che in campagna elettorale avevano fatto della critica ai Pru un cavallo di battaglia da cavalcare per raccogliere consensi». La precedente amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Mario Palmerio si era chiusa lo scorso marzo proprio con l'adozione della variante al Piano regolatore generale, quale ultimo adempimento importante prima del ritorno alle urne. I consiglieri del centrodestra, allora sui banchi della opposizione, si astennero nella votazione avvenuta l'8 febbraio scorso. «Ora, posso capire che Salvi e i suoi possano non condividere l'impianto della variante e i piani di recupero», osserva Orlando, «ma sta di fatto che negli incontri per le contrade in questi giorni, accompagnati da tecnici che con il Comune hanno all'apparenza poco a che spartire, invitano i cittadini a proporre delle osservazioni che sicuramente non verranno accolte dal commissario ad acta, il quale continua a presiedere sulle sorti dello strumento urbanistico. In altre parole, se ne lavano politicamente le mani e non propongono una linea alternativa, magari prendendo coraggio per andare in aula e annunciare che per la variante e tutto il resto di riparte da zero, e invece sembrano ancora in piena campagna elettorale. Una pena cui si sono evidentemente autocondannati», chiude Orlando, «per mancanza di idee». (f.b.)
(articolo pubblicato sul sito ufficiale de Il Centro a questa pagina)
CONFERENZA STAMPA - Aggiornamento Ricorso al TAR
Mercoledì 20 ore 11 - Sala Consiglio Provinciale Chieti
Il gruppo consiliare di opposizione di centro-sinistra al Comune di Guardiagrele intende aggiornare gli organi d’informazione e la cittadinanza sul tema della sanità, a seguito della discussione del ricorso al TAR di Pescara del giorno 7 ottobre scorso, presentato dai consiglieri comunali Gianna Di Crescenzo, Carla Altorio, Simone Dal Pozzo,Angelo Orlando e Gianluca Primavera. Ciò avviene anche alla luce dei pronunciamenti dello stesso Tribunale sul ricorso proposto dal Comune di Casoli e dell’intervento della Corte Costituzionale rispetto alle ordinanze del Tar-Abruzzo del 30 ottobre e del 13 novembre 2009.
»Leggi il resto...
Il 25 aprile l'Amministrazione Comunale dimentica Comino...
ed anche il 1° Maggio
Per la festa della Liberazione, il Sindaco Salvi e la sua giunta avevano dimenticato di inserire Comino nelle tradizionali celebrazioni per il 25 aprile.
»Leggi il resto...
Festa della liberazione - 25 APRILE 2010
La libertà è partecipazione
Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini:
di morire da uomini per vivere da uomini.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati,
nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra
costituzione.
Piero Calamandrei
la Resistenza: un bene in comune
musica e parole per ricordare i valori fondanti della Repubblica
La Saga dei Nibelunghi
Si vede la differenza ?
Stralcio della seduta n.157 del 21/12/2004
LINEE NEGOZIALI PER LA REGOLAMENTAZIONE DEI RAPPORTI IN MATERIA DI PRESTAZIONI EROGATE DALLA RETE RIABILITATIVA EXTRA OSPEDALIERA PRIVATA ACCREDITATA EX ARTICOLO 26 DELLA LEGGE 833/1978 PER L'ANNO 2004. DEFINIZIONE DEL BUDGET COMPLESSIVO 2004 E RIPARTIZIONE DELLO STESSO PER SINGOLO EROGATORE ACCREDITATO
PRESIDENTE
Occupiamoci adesso del provvedimento amministrativo avente per oggetto: "Linee negoziali per la regolamentazione dei rapporti in materia di prestazioni erogate dalla rete riabilitativa extra ospedaliera privata accreditata ex articolo 26 della legge 833/1978 per l'anno 2004. Definizione del budget complessivo 2004 e ripartizione dello stesso per singolo erogatore accreditato"
È relatore il consigliere Di Stefano.
DI STEFANO (relatore - An)
Signor presidente, colleghi, il provvedimento in oggetto è approdato nella commissione competente, che nella seduta del 18 novembre 2004 ha esaminato la deliberazione esprimendo parere favorevole a maggioranza dei commissari presenti.
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare il consigliere Orlando. Ne ha facoltà.
ORLANDO (Prc)
La ringrazio, presidente, perché mi dà l'opportunità di raccontare una storiella decisamente esemplare che la dice lunga su quella che è la natura dell'attività di questo Consiglio regionale, che si esprime sui grandi temi metafisici e sulle grandi contrapposizioni di principio, però poi non si accorge che non solo è inutile, ma è decisamente dannoso.
Abbiamo – o, meglio, avete - appena votato un provvedimento: la delibera di Giunta n. 755/C, relativa alla definizione dei budget. Ci siamo accapigliati su dieci o quindici milioni di euro a…, ma non ci siamo resi conto – o, meglio, non vi siete resi conto (e non so fino a che punto non vi siate resi conto) – di un piccolo inciso, di una nota aerea, di un qualcosa di decisamente simpatico contenuto in un allegato della delibera stessa.
Questa cosa simpatica, decisamente proficua per le casse abruzzesi, è il primo punto del verbale dell'incontro con le strutture private accreditate erogatrici di prestazioni ospedaliere; incontro avvenuto il giorno 19 aprile 2004, alle ore 17,30, in assenza di funzionari della Regione e in presenza del componente la Giunta, architetto Vito Domenici, del responsabile della Segreteria sanità e dei titolari o facenti funzione delle strutture accreditate (da Villa Serena-AIOP fino ad Immacolata-ARIS).
Cosa è scritto al primo punto di quel verbale? C'è scritto questo: "Le rappresentanze delle aziende accreditate evidenziano la deregolamentazione nelle procedure di fissazione dei budget e delle tariffe 1995 nonché delle modalità di erogazione delle prestazioni; pertanto chiedono di voler pervenire ad un atto transattivo a saldo e stralcio che sarà concordato successivamente all'acquisizione della documentazione contabile ed amministrativa del caso. L'assessore alla Sanità, preso atto delle proposte espresse da parte degli erogatori, chiede agli stessi di voler produrre nel termine di trenta giorni – in forma di autocertificazione – la seguente documentazione, relativamente agli anni 1995-2001: 1) la situazione contabile delle prestazioni erogate; 2) il report delle erogazioni finanziarie; 3) gli atti contrattuali sottoscritti; 4) una relazione esplicita sulla presunta richiesta a saldo e stralcio".
»Leggi il resto...
Due Differenze
Il confronto tra i candidati Sindaci
Il confronto tra i candidati a Sindaco di Guardiagrele trasmesso da Rete 8 ha messo in evidenza due differenze fondamentali che sono, a mio avviso, importanti da sottolineare e da divulgare il più possibile, perché riguardano la concezione stessa dell’agire politico e la caratterizzazione del futuro della nostra Città.
La prima. Mentre Salvi si è candidato alla guida di Guardiagrele per dieci anni, in una visione di stampo dirigistico referenziale alla sua persona, Angelo Orlando si è impegnato contribuire alla formazione di una classe dirigente giovane, in grado di assumersi la responsabilità, tra cinque anni, di prendere il timone di Guardiagrele. Non è una differenza da poco. Si tratta della piccola e sterile ottica dell’io (Salvi) contrapposta alla più ampia e prospettica e, perché no, più democratica ottica del NOI presentata da Angelo Orlando.
La seconda differenza è data dalla prospettiva sul futuro di Guardiagrele. Salvi si è fatto portavoce dell’idea di una Guardiagrele autoreferenziale, adagiata su se stessa in una illusa e beata solitudine, avvolta dall’illusione che possa costruire da sola il proprio futuro. Angelo Orlando, invece, ha dato prova di uno sguardo aperto, grande. Guardiagrele, difatti, va inserita in linee di sviluppo (culturale, turistico, economico, ecc…) che la mettano in sinergia con l’intera realtà territoriale. Il futuro di Guardiagrele o sarà all’interno di un discorso comune o non sarà. Occorre inserire la nostra città in progetti già esistenti o crearne di nuovi in grado di convogliare risorse per l’intero comprensorio collinare, oggi dimenticato dalle strategie di sviluppo proposte a livello provinciale e regionale dalle politiche del Centrodestra.
Antonio Altorio
Vi invitiamo al confronto e alla condivisione
Ci piace condividere questa esperienza elettorale con la comunità e per questo c'è bisogno di dialogo con i cittadini.
Ci confronteremo, discuteremo con voi e raccoglieremo i vostri preziosi pareri e critiche.
Partecipate attivamente.