5. Politiche del territorio, Ambiente, Piano regolatore e Lavori Pubblici

L’approvazione definitiva della Variante generale al Piano Regolatore Generale è arrivata alla fine di un percorso di ulteriori cinque anni che vede la Città accumulare un ritardo enorme in un ambito che può ancora costituire un motore di sviluppo. Il tema del Piano Regolatore Generale è stato uno degli argomenti centrali della campagna elettorale del 2010. Dopo cinque anni, cosa è successo?

  • Le case e le rimesse sono ancora lì; nessuna strada è stata realizzata; il cemento non è arrivato;
  • il Piano regolatore, che era l’origine di tutti i mali, è restato come era, con qualche piccolo aggiustamento (il lotto minimo edificabile è stato aumentato) e tante piccole ingiustizie (molte osservazioni di chi, ad esempio, desiderava che il proprio terreno restasse agricolo, non sono state accolte);
  • i Piani di recupero Urbano di Comino e Caporosso sono fermi; agli annunci di revisioni e modifiche non ha fatto seguito niente e la promessa di riferire in Consiglio Comunale dell’idea di trasformazione, è restata nel cassetto.

Oggi nessun Piano regolatore ha senso se le scelte che contiene sono irrealizzabili; c’è, addirittura, chi pensa che non sia neanche più il caso di avviare iter lunghissimi che, alla fine, portano a piani che nascono vecchi e non più realizzabili.

Oggi, inoltre, nessun Piano regolatore ha senso se resta una programmazione generale senza previsioni di dettaglio (le contrade di Guardiagrele sono praticamente escluse da una idea di sviluppo).

Ora il Piano c’è, ma bisogna capire se, cosa e come va cambiato.

Impegni:

  • attivazione di un confronto serrato che, nel giro dei primi sei mesi di amministrazione, fornisca un quadro delle eventuali criticità del PRG;
  • convocazione di un’apposita Commissione consiliare, aperta anche ad esperti e tecnici, per la valutazione di eventuali varianti specifiche, individuando le aree del territorio comunale sulle quali sia possibile e concretamente attuabile un intervento esecutivo (a tal fine potranno essere riconsiderate, come base di discussione, le osservazioni al PRG con specifico riguardo a quelle collettive giudicate addirittura inammissibili dall’amministrazione poiché portatrici di interessi diffusi e non di posizioni particolari);
  • adozione di strumenti di recupero e valorizzazione dei borghi nelle contrade mediante concertazione e confronto con i cittadini (i PRU di Comino e Caporosso vanno riesaminati partendo dalle osservazioni dei cittadini mai portate in Consiglio Comunale);
  • approvazione del Regolamento edilizio da integrare con le norme tecniche di attuazione del PRG;
  • impulso alle attività e agli interventi comunque consentiti dalla variante approvata in risposta alle sollecitazioni e alle attese dei cittadini;
  • censimento alloggi sfitti e promozione di contratti agevolati;
  • avvio a soluzione della questione delle strade vicinali;
  • elaborazione e attivazione di un “Piano Neve” (a Guardiagrele non ne esiste uno!);
  • ricognizione, monitoraggio e verifica delle aree sottoposte a rischio idrogeologico e sismico, delle frane e attivazione di tutte le iniziative (soprattutto di collegamento e interlocuzione attiva con gli enti sovraordinati – Regione) perché le criticità vengano avviate a soluzione;
  • riavvio di un confronto serrato con la Regione per la bonifica delle DISCARICHE presenti sul territorio comunale;
  • recupero delle “strade storiche”;
  • partecipazione costante alle opportunità offerte dai Bandi Europei;
  • privilegiare il recupero dell’edificato rispetto al consumo di suolo;
  • regolamentazione per la concessione e la gestione di terreni comunali da adibire a orti urbani;
  • accelerazione della definizione delle pratiche di legittimazione di terre gravate da uso civico;
  • adozione del Regolamento per la dislocazione delle antenne per la telefonia mobile con contestuale revisione dei canoni.

 

I BENI COMUNI e l’AMBIENTE vanno protetti e difesi con ogni strumento, anche mediante un’azione condivisa con l’intero territorio, con i soggetti che si sono adoperati nel tempo:

  • l’ACQUA è un bene irrinunciabile; il diritto alla risorsa passa attraverso scelte che siano concretamente realizzabili (diventa inutile pubblicizzare la firma di un protocollo se questo, per come è impostato, non consente di pretendere le prestazioni: come può l’ACA dare acqua al nostro acquedotto se non c’è nessuno strumento per pretenderla? Possiamo ancora affidarci alle piogge per sperare che l’acqua non manchi? È poi necessario attivare un coordinamento concreto tra i Comuni anche al fine di sollecitare il sostegno economico ai lavori sulla rete dell’Avello). Sarà cura dell’Amministrazione avviare un confronto serrato con gli enti sovraordinati, con i soggetti gestori e con i Comitati civici per la realizzazione di lavori urgenti volti a contenere la dispersione dell’acqua;
  • la RACCOLTA DIFFERENZIATA va certamente incoraggiata e sostenuta, ma è pure necessario consentire ai cittadini di verificare che il servizio che essi pagano è veramente garantito e va pure assicurato un beneficio sulla tassa per chi è più responsabile; se è vero che chi più inquina più paga, è anche vero che chi meno inquina meno deve pagare (vanno studiati meccanismi di verifica e di sgravio);
  • la POLITICA AGRICOLA, il sostegno ai produttori locali può passare attraverso il confronto diretto con loro e la verifica degli strumenti che consentono a un Comune di appoggiare la produzione (è pensabile l’attivazione di iniziative di agricoltura sociale come anche la promozione della vendita dei prodotti locali incentivando il mercato c.d. “a km 0”); l’IMU agricola è un problema da affrontare per comprendere se e come sia possibile sgravare il cittadino almeno per la parte di competenza comunale. È necessario un confronto costante. In ogni caso l’obiettivo è quello di destinare la relativa quota comunale a interventi sugli stessi territori.

 

Il grande tema dei LAVORI PUBBLICI va affrontato cercando di essere saldamente legati alla realtà che ci impone di non pensare a opere faraoniche irrealizzabili.

Impegni

  • riesame del Piano delle Opere Pubbliche (anche alla luce della effettiva e concreta possibilità di ulteriore indebitamento dell’Ente);
  • introduzione di un nuovo metodo partecipativo per la predisposizione del Piano delle Opere Pubbliche;
  • il dissesto della viabilità è sotto gli occhi di tutti e ha raggiunto un livello di criticità che arriva a mettere in discussione la sicurezza dei nostri concittadini. Da troppi anni ormai questa problematica è trascurata, urge una presa di coscienza al fine di porre rimedio e riportare le condizioni della viabilità a un adeguato stato di percorribilità. È necessario agire con una ricognizione approfondita dello stato dei luoghi, affinché gli enti preposti possano essere interpellati e adeguatamente indirizzati a risolvere le situazioni più critiche. Per questo occorre avviare una mappatura dello stato e della condizione delle strade comunali, prevedendo i lavori di manutenzione e miglioramento in base a criteri OGGETTIVI di priorità (anno ultima manutenzione, stato del manto, etc. ) rifuggendo la politica delle amicizie e delle garanzie di intervento non seguite da concreti interventi;
  • occorre riprendere in considerazione la realizzazione di nuove aree di parcheggio (che siano di facile realizzabilità) al servizio del centro storico e delle attività economiche;
  • controllo costante anche da parte dell’organo politico in forma complementare all’organo tecnico sulla esecuzione dei lavori pubblici, anche al fine di evitare cattiva esecuzione e contenziosi lunghi e problematici;
  • completamento della metanizzazione del territorio comunale (si tenga conto del fatto che il servizio deve essere assegnato mediante nuove procedure, che vedono il Comune di Guardiagrele parte di un ambito di cui il Comune di Chieti è capofila: a oggi nulla si è fatto ai fini della ricognizione dei servizi esistenti, precondizione per l’avvio dei nuovi affidamenti);
  • censimento delle aree sprovviste di rete fognaria, al fine di avviare una operazione di progressivo completamento;
  • messa in sicurezza della viabilità secondo criteri condivisi e oggettivi (eventualmente contenuti in apposito regolamento da redigere in forma partecipata);
  • verifica della sicurezza degli edifici comunali, con conseguente adozione dei provvedimenti necessari per il loro eventuale adeguamento, anche attraverso la bonifica dei materiali pericolosi e nocivi;
  • censimento dei beni di proprietà comunale e della loro destinazione al fine di verificare, nella forma partecipata del confronto dei cittadini e delle loro organizzazioni rappresentative, la possibilità di destinazione a fini sociali o aggregativi;
  • definizione di progetti volti a intercettare fondi da enti sovraordinati e comunitari, per la realizzazione di opere pubbliche;
  • adozione dei provvedimenti necessari per il totale riesame (ivi compresa la revoca) del Piano d’area Anello (alla luce delle osservazioni presentate e bocciate dal Consiglio Comunale);
  • prioritaria realizzazione di una struttura sportiva PALAZZETTO DELLO SPORT di cui Guardiagrele ha bisogno da decenni;
  • realizzazione di aree gioco diffuse su tutto il territorio;
  • realizzazione di aree attrezzate per gli animali domestici;
  • valorizzazione delle piazze e dei luoghi di incontro nelle contrade;
  • riqualificazione delle aree degradate della città da destinare a funzioni di pubblica utilità;
  • avvio delle procedure di adeguamento e messa a norma delle strutture e degli edifici di proprietà comunale;
  • sostegno alle politiche per la casa attraverso la collaborazione con gli enti preposti anche per la realizzazione di nuovi alloggi di EDILIZIA POPOLARE;
  • valorizzazione e salvaguardia del beni culturali e urbanistico-ambientali;
  • promuovere la realizzazione di percorsi ciclo-pedonali;
  • manutenzione delle strutture sportive.

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